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SS Maceratese 1922

Il ds Nicolò De Cesare alla vigilia di Ancona–Maceratese

Alla vigilia della sfida tra Ancona e Maceratese, gara valida per la 26ª giornata del Girone F di Serie D, il direttore sportivo biancorosso Nicolò De Cesare analizza il momento della squadra, l’importanza della gara e il ritorno dei tifosi in trasferta.

Direttore, che partita si aspetta contro l’Ancona?

«Sarà una partita molto sentita da entrambe le parti. All’andata è stata una brutta giornata per noi e vogliamo riscattarci: quella sconfitta deve ancora bruciare. Mi aspetto orgoglio da parte dei ragazzi. Dobbiamo essere sempre più consapevoli del valore e dei mezzi di questa squadra. Abbiamo giocatori che possono fare la differenza e in queste partite quelli forti salgono in cattedra, ma per farlo hanno bisogno dei compagni».

La vittoria con il Notaresco che segnali ha dato?

«Con il Notaresco è stata una vittoria sofferta, soprattutto nel secondo tempo, ma proprio per questo ancora più bella. Le partite sporche, combattute fino all’ultimo, sono quelle che fanno crescere. Il segnale è che quando vuole davvero questa squadra può battere chiunque.

Se pensiamo che con il Notaresco si vince e poi si può perdere ad Ancona è il pensiero più sbagliato che si possa fare. La leggerezza dopo le vittorie è per i mediocri. Noi dobbiamo pretendere sempre il massimo da noi stessi e dalla nostra classifica. Questa squadra deve crescere in mentalità, ma è un percorso che deve coinvolgere tutto l’ambiente: magazzinieri, fisioterapisti, dirigenti, staff tecnico. Il club deve ragionare con un’unica testa. È la cosa più difficile da costruire, serve tempo, ma è l’unica strada per fare un salto di qualità».

Capitolo infortuni: qual è la situazione?

«Non ci sarà Ruani. Mi dispiace per Edoardo, perché da qualche settimana convive con un problema fisico. Tornerà protagonista più in là, chi lo sostituirà farà bene, come è sempre successo quando qualcuno è stato chiamato in causa».

Torneranno anche i tifosi al seguito in trasferta: quanto è importante?

«Ci sono mancati tanto. Non averli al nostro fianco in questo percorso, iniziato già dallo scorso anno, ha pesato. Fin dall’inizio si è creata un’unione di intenti che ha fatto la differenza. Adesso torniamo a camminare insieme, uniti fino alla fine».