Un destro potente da fuori area, carico di rabbia e liberazione, che sembra quasi un “calcio alla sfortuna” dopo mesi difficili. Il gol di Armin Nasic contro la Recanatese non è soltanto quello che decide la partita, ma il simbolo di una rinascita attesa, costruita giorno dopo giorno dopo il grave infortunio al crociato dello scorso anno.

Subito dopo la rete, la corsa sotto la Curva Just e l’abbraccio con tifosi e compagni hanno trasformato quell’istante in una scena di pura emozione, una liberazione collettiva che racconta meglio di qualsiasi parola il suo percorso di ritorno. A pochi giorni dal match, il centrocampista ha ripercorso sensazioni e significati di una giornata speciale in questa intervista.
- Armin, il tuo gol ha deciso il match con la Recanatese ed ha messo fine ad un lungo calvario dopo l’infortunio: cosa hai provato in quel momento e quanto vale per te questa rete?
È stato un momento difficilmente descrivibile. Segnare un gol così importante, dopo mesi complicati e di lavoro silenzioso, ha avuto un valore enorme per me. In quell’istante sono riaffiorati tutti i sacrifici, i momenti di difficoltà e anche i dubbi che inevitabilmente si affrontano dopo un infortunio serio. Questa rete vale tanto, non solo per il risultato, ma soprattutto a livello personale.

- Dopo il gol sei corso sotto la Curva Just, arrampicandoti in balaustra per abbracciare i tifosi e i compagni: quanto è stato importante sentire tutto questo affetto dopo il lungo stop per l’infortunio?
Sentire l’abbraccio della Curva Just è stato fondamentale. Durante il lungo stop ho sempre percepito la vicinanza dei tifosi e dei compagni, ma viverla così, in campo, dopo il gol, è stato qualcosa di speciale. È una spinta emotiva incredibile.

- Dopo la rottura del crociato, la società ti è rimasta subito accanto, rinnovandoti il contratto: quanto è stato importante questo gesto per te, a livello umano oltre che sportivo?
Come ho ribadito in altre occasioni, la società ha fatto un gesto che non è scontato e che poche persone nel calcio hanno ricevuto. Sono contento di questa cosa e l’apprezzo molto.
- Questo successo è fondamentale in chiave salvezza, ma il traguardo non è ancora raggiunto: mancano tre partite, a partire dalla trasferta sul campo dell’UniPomezia. Che finale di stagione ti aspetti e con quale spirito dovrete affrontarlo?
Questa vittoria pesa tanto, ma sappiamo che il nostro obiettivo non è ancora raggiunto. Mancano tre partite e dovremo affrontarle con la stessa concentrazione e spirito di squadra. A partire dalla gara con l’UniPomezia servirà massima attenzione, perché ogni punto sarà decisivo.
- Dopo una giornata così speciale, tra gol, emozioni e l’abbraccio della Curva Just, vuoi dedicare questo momento a qualcuno in particolare?
Dedico questo momento alla mia famiglia, che mi è sempre stata accanto nei mesi più duri, alla mia ragazza che ha cercato nonostante tutto di farmi trovare la carica giusta nei momenti no, e a tutte le persone che hanno creduto in me anche quando ero lontano dal campo.
(Foto Francesco Tartari | S.S. Maceratese)


